L’antico mestiere dei Butteri nel parco di Vulci

Nell’area delle tradizioni del Parco Archeologico Naturalistico di Vulci viene presentato in versione spettacolare il lavoro tradizionale dei butteri con il bestiame. Le vacche e i cavalli maremmani, le bardature, le caratteristiche dell’allevamento brado, le tecniche di cattura con la “lacciara”, questi sono solo alcuni degli argomenti che verranno trattati nell’ora che passeremo insieme per far conoscere a tutti la vera tradizione di Maremma.

Dove ci troviamo?
Il Parco Archeologico Naturalistico di Vulci si trova nel cuore della Maremma laziale ed è contraddistinto da natura incontaminata, canyon scavati nelle rocce vulcaniche che dopo una piccola cascata si allargano in un laghetto. Il parco offre percorsi naturalistici e archeologici, che testimoniano la presenza di antichi abitati romani. All’interno del Parco Archeologico Naturalistico di Vulci si trova un locale per degustare i piatti tipici della tradizione culinaria maremmana.

Alcune nozioni sul lavoro dei butteri
Il nome “buttero” deriva dal latino conducente di buoi. Questo tradizionale mestiere della Maremma Toscana era duro e solitario. L’unico compagno di vita e di lavoro era il fedele cavallo. I butteri lavoravano tutta la giornata, nei territori delle grandi tenute maremmane, radunando le mandrie verso i mandrioli. Si occupavano di catturare le bestie con il laccio, marchiavano i bovini e soprattutto strigliavano e domavano i cavalli. La sera si riunivano tutti insieme intorno al fuoco per mangiare i piatti, considerati una volta poveri, della cucina maremmana come la polenta e l’acquacotta; organizzandosi per il lavoro del giorno seguente.

Il piatto per eccellenza dei Butteri

L’acquacotta è la zuppa, tipica della Maremma, ed è uno dei piatti che i mandriani consumavano sotto il sole durante il duro lavoro nelle praterie. Si tratta di un piatto all’apparenza povero, ma ricco di sapore e sostanza per gli uomini che faticavano alacremente.
Questi sono gli ingredienti che riporta il grande chef Pellegrino Artusi sulla ricetta originale. “Cipolle bianche, costa di sedano, aglio, pomodori ben maturi, brodo vegetale, uova, sale, pepe, formaggio e pane raffermo”. Esistono poi in realtà tantissime varianti. Per avere un ottimo risultato e creare un piatto che sprigioni tutti gli odori che riconducono alla Maremma, dovrete armarvi di pazienza: la zuppa dovrà cuocere per circa un’ora, a fuoco lento. Al primo assaggio, avrete l’impressione di essere fra i grandi spazi erbosi della Maremma, nel silenzio della natura selvaggia.

L’esperienza comprende:
• Spettacolo che rappresenta il lavoro dei Butteri presso il parco archeologico di Vulci;
• Ingresso al parco archeologico di Vulci;
• Esperienza enogastronomica presso ristorante selezionato.

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