Le meraviglie della laguna di Orbetello

Le meraviglie della laguna di Orbetello

Nota come una delle oasi naturali del WWF, la laguna di Orbetello è uno dei fiori all’occhiello della nostra Maremma Toscana.

Grazie alla sua posizione lungo le rotte migratorie, garantisce infatti la sopravvivenza di numerose specie di uccelli migratori, come fenicotteri, aironi bianchi, cenerini, falchi pescatori e cavalieri d’Italia. Questì, assieme ai magnifici scenari della laguna, rappresentano una delle principali attrazioni per i viaggiatori che amano la natura e praticano birdwatching.

La laguna è separata dal mare da due strisce sabbiose, chiamate Tomboli (quello della Giannella e quello della Feniglia), che collegano il promontorio dell’Argentario con la costa.

La fauna della terraferma è altrettanto ricca, contando su un ecosistema intatto in cui convivono tantissime specie vegetali differenti. La rigogliosa macchia mediterranea sul Tombolo della Giannella ne è la prova. Il tombolo della Feniglia invece è caratterizzato da spiaggie di sabbia fine e chiara, ed in alcuni punti è decisamente selvaggia e deserta anche nei periodi di alta stagione. Si riesce a raggiungere facilmente da Orbetello, anche in bicicletta, ed è il luogo ideale sia per momenti di relax che di attività sportiva all’aperto, come il trekking.

La laguna è la culla di una delle tradizioni nell’arte della pesca e della lavorazione del pesce. I Pescatori di Orbetello sono infatti riuniti in una cooperativa dedicata a preservare le antiche tradizioni della pesca lagunare e i suoi prodotti. Per gli amanti della pescaturismo, questa è la meta ideale per vedere e toccare con mano la valorizzazione di questo antico mestiere, che mantiene vivo e sano l’habitat della Laguna di Orbetello.

Un noto simbolo della laguna? Ovviamente lui, il Mulino di Orbetello!

Si tratta dell’unico superstite dei 9 della zona, che furono costruiti dai Senesi nel quattrocento. Il movimento delle macine era assicurato dalla forza delle maree, poi nel seicento furono restaurati dagli Spagnoli, con l’aggiunta di pale a vela che sfruttavano anche la forza del vento.

Un caro e vecchio “amico” e punto di riferimento per tutti gli abitanti. 🙂

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